Ha vestito gli anni ’80 ed è tornato di moda nel 2020, oggi spopola sui mercatini e online, è lo Swatch o “Swiss watch” del The Swatch Group. Ne ripercorriamo la storia per scoprire come mai è così amato oggi, quanto può valere e come scegliere lo Swatch migliore per il nostro outfit.

Nel 1985 l’orologio Swatch è diventato un fenomeno di massa, era impossibile non vederlo al polso dei teenagers italiani in tutte le sue forme, dalle più classiche alle più eclettiche. Dal 2020 è tornato alla ribalta proprio sul mercato del Vintage ed oggi è tra i prodotti più venduti e scambiati in rete.

Nell’era dello Smart watch torna lo Swatch?

Non c’è da stupirsi. Si tratta di una costante della moda retrò che proprio con l’arrivo e l’esplosione del nuovissimo torna a guardare al passato. Lo Swatch è analogico, non riceve notifiche e non telefona, non conta i passi, non monitora il battito cardiaco e neppure le prestazioni ma è fashion.

L’offerta e la ricerca in rete spazia dai modelli più classici con il cinturino in vera pelle, ai più colorati in plastica dal design importante, spesso firmato da grandi artisti o con grandi citazioni.

Negli anni ’80 lo Swatch al polso era un capriccio da 100.000 lire

Lo Swatch era un segno distintivo della moda giovane, sbarazzina ma sofisticata. Il suo prezzo dalle 50.000 lire alle 100.000 lire richiedeva di mettere da parte regali dei nonni e paghette settimanali, risparmiando sulle merende, sulla miscela del motorino e sulle serate in discoteca. Ma ne valeva la pena.

Consultare l’ora era una azione meccanica e frequente. Non c’erano agende condivise, notifiche o messaggi istantanei. Si guardava l’ora anche per sapere quando telefonare a casa. Chiedere l’ora era uno dei primi tentativi di approccio e con l’orologio giusto ti giocavi buona parte della presentazione.

Chissà che sorpresa è stata per i teenagers degli anni ’80 scoprire il valore che hanno raggiunto alcuni modelli di Swatch oggi.

La storia dello Swatch

Per rispondere attingiamo di prima mano dai professionisti e ci vengono in aiuto gli esperti di Finarte, la casa d’aste nata nel 1959 per iniziativa del banchiere milanese Gian Marco Manusardi e popolarissima negli anni ’70 quando una sede apre anche a Roma. Nel 1989 Finarte raggiunge il suo massimo storico e nel 1993 apre a Londra. Dal 2000 il catalogo di Finarte viene inserito integralmente su internet e la casa d’aste inizia un’attività di vendita online in tutti i settori del collezionismo, aumentando sempre più il suo ruolo di leader nell’investimento in arte e avvalendosi della collaborazione di alcuni tra i più grandi storici dell’arte, tra cui Briganti, Testori, Zeri e Daverio.

Ma torniamo allo Swatch, perché abbiamo tirato in ballo Finarte? Per “The Swatch Collection” l’asta della più importante collezione privata italiana

“Un evento speciale dedicato al “second watch” che ha vestito il polso di milioni di persone”

Finarte

Finarte ci ricorda che “Il prototipo che anticipa l’invenzione dello Swatch si chiamava Popularius, nome spartano ma che già indicava chiaramente la destinazione popolare (pop) del prodotto:

“a low-cost, high-tech, artistic and emotional second watch”

Gli Swatch nascono nel Novembre 1982, la prima produzione di 25 orologi viene lanciata a Marzo 1983 negli Stati Uniti, poi in Inghilterra e in Germania. Il primo Swatch riporta il codice GB101.

Finarte ricorda “Dietro il progetto un genio del marketing, dell’ingegneria applicata, della strategia aziendale: Nicolas G. Hayek, all’epoca Chief Executive Officer di Hayek Engineering. Oltre ad alcune fusioni societarie strategiche, Hayek si lanciò nell’impresa impossibile: realizzare un orologio al quarzo quasi perfetto e contemporaneamente di costo estremamente contenuto, funzionante con la metà dei componenti solitamente necessari (da 90-150 a 51 appena). Ma il progetto tecnico da solo non bastava, e questo Hayek lo sapeva bene, serviva uno scatto in altra direzione. Hayek chiese ad alcuni amici artisti di utilizzare quell’orologio di plastica nera (erano così i primi prototipi Swatch) per “dipingerlo” come fosse una tela; dall’altro, si rivolse alle banche per finanziare un progetto sul quale prevedeva di raggiungere il pareggio una volta venduti i primi due milioni di pezzi”.

Swatch ha sperimentato l’uso di vari materiali: plastica, acciaio, alluminio, ma anche tessuti sintetici, gomma e silicone.

“Gli Swatch possono a ragione considerarsi eredi della Pop Art degli anni Sessanta”

Finarte

Le grandi firme contemplano pittori, scultori, musicisti, registi da Christian Chapiron col suo Kiki Picasso datato 1984, Keith Haring, con il Mille Pattes datato 1986, Alfred Hofkunst, Jean-Michel Folon, Sam Francis, Mimmo Paladino, Mimmo Rotella, Nam June Paik, Not Vital, Akira Kurosawa, Spike Lee, Renzo Piano e Moby.

La Swatch Art Special Edition si completa con la confezione, mai banale ma originale e divertente.

Swatch rari e ricercati dai collezionisti

Quanto vale uno Swatch oggi? Questa è una delle domande più gettonate su Google.

Finarte ha messo in asta nell’estate del 2020 1.241 esemplari dal 1983 al 1996 nelle confezioni originali, mai usati e con certificato di garanzia e numero del lotto.

Special Art, ecco gli Swatch più rari

Kiki Picasso opera del grafico Christian Chapiron, primo artista a firmare uno Swatch sul cinturino. La cassa, senza numeri e codici sul retro, è quella iniziale del 1983.

Davos Simposium del 1985 prodotto in soli 200 esemplari

Jelly Fish opera di Andrew Logan distribuito a Londra nel 1985 in soli 50 esemplari.

Oigol Oro opera di Mimmo Paladino del 1985, con numerazione araba, limitata a 100 esemplari.

Keith Haring ha firmato 4 Swatch tra il 1985 e il 1986 per una tiratura di 9.999 esemplari.

Rorrim 5 opera di Tadanori Yokoo del 1987 realizzato in soli 5000 esemplari.

Black Puff del 1988. Blow your time away, con peli d’angora (puff) in sei diversi colori fissati ad un anello di ottone sul vetro, il termine “puff” si può tradurre in soffio e l’idea è quella di soffiare via il tempo.

Swatch, il valore sul mercato dell’usato

Non ci sono solo le rarità che hanno raggiunto un valore di migliaia di dollari, specie se mai usati, con certificato di garanzia e nella confezione originalei sono anche orologi Swatch che possono valere alcune centinaia di euro fino a poche decine.

Tutto sommato la filosofia Pop dello Swatch è rimasta immutata nel tempo.

Nei mercatini oltre ad affidarsi alla professionalità dei rivenditori c’è la possibilità di valutare di persona e con mano la bontà del prodotto. I particolari da osservare sono: quadrante marchiato e con le lancette in buono stato, retro marchiato e alloggio della batteria, cinturino marchiato e la chiusura.

Sulle App di vendita online occorre fare qualche domanda, soprattutto se le foto non sono molte o non sono esaustive. Molto spesso il termine “discreto” può nascondere ad esempio dei difetti che rendono l’orologio un oggetto da esposizione ma poco funzionale ad essere indossato.

Occhio ai difetti

Tra i difetti più riscontrati negli orologi Swatch usati ci sono danni al cinturino e alla chiusura.

Il cinturino. Se mal conservato, si scolora e perde elasticità, in pratica si irrigidisce. “Se lo indossi si spezza” ci siamo sentiti rispondere da un venditore alla terza o quarta domanda.

Attenzione: se il cinturino non è originale. Nella buona fede del venditore può esserci una vecchia sostituzione poi dimenticata. Sostituire il cinturino è abbastanza semplice e spesso capita di voler salvare il quadrante ma si rischia di ritrovarsi uno Swatch con un cinturino fuori contesto. Uno Swatch è come un concept album nella musica, ogni pezzo è parte della stessa storia. Per fare una verifica merceologica basta copiare il codice e cercare in rete il modello originale.

La chiusura. Se allacciato e slacciato con regolarità e frequenza l’orologio rimane senza la linguetta ferma-cinturino e trovare il pezzo di ricambio non è proprio facilissimo.

La batteria. Se è scarica non è un problema ed è abbastanza normale dopo anni di inutilizzo.

Attenzione: se la batteria manca del tutto. Anche in questo caso salviamo la buona fede del venditore che potrebbe non ricordare come mai ha lasciato lo Swatch senza batteria. Il rischio è ritrovarsi un alloggio della batteria deformato, con la filettatura rovinata o spaccata. Meglio chiedere una foto in più con un ingrandimento del foro di alloggio della batteria.

Il modello Skin dei primi anni 2000, prezzo di vendita 100 Euro. Sono già passati 20 anni!

Come scegliere lo Swatch perfetto per il proprio outfit

Lo Swatch è tornato di moda, ce ne sono tanti in vendita e una grande ricerca nei mercatini e negli store online ma come scelgo lo Swatch perfetto per il mio outfit?

Come abbiamo detto ogni Swatch è un modello iconico che si adatta non solo alla personalità di chi lo indossa ma anche all’abbigliamento e agli accessori.

Modelli coloratissimi in plastica possono essere abbinati con un outfit sportivi come sneakers, jeans e giacche o giubbotti stile college. Ideali con le felpe in stile Best Company.

I modelli puliti o geometrici con cronografo e cinturino in pelle possono essere abbinati con un outfit classico come stivaletti, cappotti. Ideale con uno shearling in tono.

Buona caccia al vostro Swatch preferito, l’orologio ideale per una moda senza tempo

Scritto da:

Redazione

Magazine per appassionati di vintage